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Evento con persone, foto sfocata

Emma Bonino - Fragile. Democrazie da maneggiare con cura

Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci

Pubblicato il 27 novembre 2017
Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci

Quali accordi stanno portando avanti tra loro le grandi democrazie? Quali sono le ripercussioni sociali e politiche di tali decisioni?

 

Nelle relazioni internazionali assistiamo ad un costante utilizzo dell'uso della forza, svuotando così alla radice il processo democratico.

I principi democratici sembrano entrare in crisi nel momento in cui il singolo Stato entra in una fase di conflitto. Spesso infatti si tutelano le libertà individuali dei propri cittadini, ma poi si negano i diritti fondamentali fuori dai confini del proprio paese. Come se si avesse a che fare con un pacco fragile che finché si trova sul territorio è trattato con la massima cura, ma appena valica i confini nazionali inizia ad essere lanciato come se fosse solo uno scatolone vuoto.

 

Collegata in diretta video Emma Bonino, ex-ministro degli Esteri e da sempre in prima linea nelle battaglie per i diritti civili, dialogherà venerdì 1° dicembre con Alberto Tonini, professore associato di Storia delle Relazioni Internazionali dell'Università di Firenze, sul tema Fragile. Democrazie da maneggiare con cura e ci aiuterà a trovare delle interpretazioni possibili di questo quadro assai complesso. Moderatrice la giornalista Lucia Pecorario

 

Quando

venerdì 1° dicembre ore 18.00

Ingresso Libero


After Democracy
Dopo la democrazia

La parola Democrazia ha una forza evocativa che va molto aldilà del suo significato letterale. Oltre che una forma di governo infatti, la democrazia è un’idea attorno alla quale l’Occidente si è appoggiato, protetto e giustificato.

 

Ma come è cambiata la rappresentanza popolare dall'agorà ateniese del V secolo alle arene sociali? Se un attentato può cambiare le sorti di un referendum, in cosa consiste oggi la partecipazione popolare? Per alcuni la democrazia rischia di diventare un puro sondaggio d’opinione soggetto alla volubilità psicosociale.

 

Filosofi, attivisti, poeti, scrittori e giornalisti saranno invitati a confrontarsi con l’attualità della parola-mondo democrazia per tentare di offrire una chiave possibile di lettura possibile.