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Mostra

MARK WALLINGER MARK

Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci

Dal 24 febbraio 2018 al 22 luglio 2018

Prorogata fino al 10 giugno 2018

 

Al Centro Pecci saranno esposte le opere più significative delle varie fasi della carriera di Wallinger, offrendo così la possibilità al pubblico di comprendere la sua pratica artistica.

Ecce Homo (1999-2000), la prima scultura di arte contemporanea ad aver occupato il piedistallo storicamente vuoto di Trafalgar Square a Londra. La figura di un perseguitato tormentato da una corona di spine rappresentava un interrogativo provocatorio nel suo contrasto con le altre statue presenti nella piazza, in pietra e bronzo, che simboleggiano i principi di una nazione. Ecco l’uomo, circondato dal dubbio, in attesa del verdetto finale in risposta alla domanda “È un comune mortale o vivrà in eterno?”.

Passport Control (1988), ingrandimenti di alcune sue fotografie di passaporti rielaborate con scarabocchi di pennarello e bianchetto, Wallinger affronta direttamente le questioni relative agli stereotipi razziali e culturali.

Gli id Paintings (2015-2016), sviluppati a partire dalla numerosa serie dei Self Portraits, rimandano al corpo dell’artista stesso: la sua altezza, sommata all’ampiezza delle sue braccia spalancate, determina infatti le dimensioni della tela. Wallinger adotta delle pose simmetriche, in modo che i gesti sulle due metà della superficie pittorica siano speculari, rimandando alla simmetria bilaterale dell’Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci, ma anche alle macchie del test di Rorschach. 

 

Nella variegata serie Self Portraits (2007-2015) l’artista prende la lettera maiuscola “I” (“IO”), il pronome personale inglese che ognuno utilizza per riferirsi a sé stesso, e cerca di estrarne una forza espressiva; allo stesso modo in Self (Symbol) 2017, la stessa “I” maiuscola nel font Symbol è espansa fino a diventare una statua tridimensionale della stessa altezza di Wallinger.

La presenza dell’artista si avverte chiaramente anche in altre due opere. In Shadow Walker (2011), Wallinger ha ripreso la propria ombra che gli si staglia davanti mentre cammina per le strade di Londra, ipotizzando un’esistenza autonoma della sagoma, “reale” tanto quanto il corpo dell’artista che l’ha originata. In MARK (2010), Wallinger ripete in vari luoghi della città di Londra il titolo dell’opera, inscrivendolo ripetutamente con un gessetto all’interno della misura standard di un mattone. Un’operazione di tagging imperturbabile viene riproposta attraverso uno slide-show di fotografie in cui la scritta MARK appare nel medesimo punto di fuga prospettico in 2265 immagini.

 The Unconscious (2010) è un’installazione costituita da enormi ingrandimenti di fotografie digitali, trovate dall’artista online, che ritraggono delle persone addormentate sui mezzi pubblici. Alle immagini manca la solidità delle fotografie in alta risoluzione, come se i loro soggetti stessero a poco a poco scivolando via dalla dura realtà del mondo dei trasporti pubblici, portati alla deriva da interferenze che emergono protettive dalla dimensione del sonno.

 Pietre Prato (2018) è una nuova opera site-specific realizzata per la mostra. Le pietre numerate a mano con il loro intrinseco contrasto tra il lavoro dell’uomo e la monumentale scala temporale della geologia, convogliano riflessioni sulla mortalità e sulle liste degli scomparsi e degli ignoti.

A chiudere il percorso espositivo vi sono due imponenti video-documentazioni. Construction Site(2011) segue le operazioni di tre operai edili intenti ad erigere sulla spiaggia una torre di impalcature perfettamente allineata all’orizzonte, che, una volta completata, viene smantellata e riassemblata da capo. In Sleeper (2004) l’artista, indossando un costume da orso, percorre per tutta la notte gli immensi spazi deserti della Neue Nationalgalerie di Berlino.

 MARK WALLINGER MARK è una mostra itinerante che è stata ospitata precedentemente presso il Serlachius Museum di Mänttä in Finlandia (2016), il The Fruitmarket Gallery di Edimburgo e il Dundee Contemporary Arts di Dundee in Scozia (2017).

 

Orari

dal martedì alla domenica  11.00 - 23.00 

> Biglietti mostra

 

Mostra realizzata da 

Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci/Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana

 

Catalogo pubblicato da

Serlachius Museum, Mänttä, Finland

Dundee Contemporary Arts, Dundee, Scotland

The Fruitmarket Gallery, Edinburgh, Scotland

 

In collaborazione con

British Council

 

Con il supporto di

Comune di Prato e Regione Toscana

 

Partner energetico

Estra S.p.A

MARK WALLINGER MARK