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Mostra

DALLA CAVERNA ALLA LUNA

Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci

Dal 08 aprile 2017 al 28 gennaio 2018
VIAGGIO DENTRO LA COLLEZIONE DEL CENTRO PECCI
A cura di Stefano Pezzato
 
La prima mostra di opere selezionate dalla collezione nella sede rinnovata del Centro Pecci include due progetti speciali e una serie di azioni e performance
d'artista riattivate per l'occasione, che entrano a far parte della raccolta
 
Apertura al pubblico: dall'8 aprile 2017 al 28 gennaio 2018
Nuovi orari: martedì, mercoledì, ore 12.00–20.00 / giovedì, venerdì, sabato, domenica ore 12.00–24.00 chiuso lunedì
Inaugurazione: 7 aprile 2017 dalle ore 18.00
Due percorsi espositivi, articolati fra l'ala grande del nuovo e metà del vecchio edificio museale, suddivisi in otto sezioni collegate dialogicamente con spettacolari evidenze, attraverso relazioni inedite e raffronti origina li fra le opere che inglobano oppure evitano di volta in volta combinazioni filologiche per generi artistici, gruppi stilistici o cronologia storica, raccontano una prima parte del patrimonio d'arte contemporanea raccolto negli ultimi tre decenni dal Centro Pecci di Prato, che da sabato 8 aprile 2017 viene finalmente presentata al pubblico. Si tratta della prima proposta espositiva del rinnovato Centro Pecci incentrata sulla collezione d'arte che è il riflesso della lunga attività operativa e delle effettive opportunità di acquisizione di sette direzioni e vari curatori che si
sono succeduti alla guida del museo toscano dal 1988 ad oggi; uno spaccato di ciò che è stato prodotto e lasciato da grandi e piccole mostre del passato, a cui si aggiungono per l'occasione alcune opere mai esposte prima o di recente acquisizione del Centro Pecci.
Lavori di sessanta artisti italiani e internazionali, fra cui installazioni ambientali che fanno da fulcro alle sezioni espositive, varie opere video e una serie di azioni e performance d'artista riattivate e inserite nella raccolta, rappresentano in questa occasione una sintesi non esaustiva ma particolarmente significativa dell'arte dell'ultimo mezzo secolo, ideata e curata da Stefano Pezzato con la collaborazione dell'Area artistica del Centro Pecci per l'organizzazione e di Umberto Borella per l'allestimento.
La nuova esposizione della collezione si annuncia come un itinerario di vista attraverso forme artistiche che occupano e diventano parte dell'ambiente; come
un'immersione reale fra opere d'arte che si sviluppano e ripetono nel tempo quali video, azioni e performance; come un invito a fare esperienza diretta, in divenire come il contenuto del patrimonio museale d'arte contemporanea di Prato e della Toscana. Il pubblico potrà entrare " dentro la collezione del Centro Pecci" per farsi stimolare dall'incontro con le opere o lasciarsi coinvolgere dalle combinazioni proposte, in una visita d'arte ricca di suggestioni e rivelazioni. 
L'esposizione si sviluppa fra il tempo ancestrale evocato da ll a leggendaria Caverna dell'antimateria di Pinot Gallizio e lo spazio cosmico anticipato
dalla Luna di Fabio Mauri, passando per la proliferazione energetica emersa ne La spirale appare di Mario Merz, l'habitat futuribile della Supersuperficie immaginata dal Superstudio,l'integrazione fra arte e architettura sperimentata nell'Intercamera plastica di Paolo Scheggi.
Due progetti speciali rimasti dopo la conclusione della mostra La fine del mondo fanno da poli dell'itinerario espositivo: il percorso immersivo a ritroso nel
monumentale Transcorredor di Henrique Oliveira e l'incommensurabile pavimento "stellato" calpestabile di Carlos Garaicoa. Tra queste due opere realizzate appositamente all'interno del Centro, rispettivamente nella nuova ala e nella vecchia sede espositiva, si inseriscono fra gli altri la dinamica Canoa sospesa di Gilberto Zorio e l'imponente dipinto Ri de Pomme di Julian Schnabel, l'esplorazione fotografica del Pic-Nic Allée di Massimo Vitali e il bassorilievo di metallo
Senza titolo (montagna) di Enzo Cucchi, le fiamme vive contornate da coltelli di Jannis Kounellis e la pittura materica espansiva di Marco Gastini, le Metamorfosi ispirate al mondo degli insetti di Jan Fabre e l'immaginifico Concerto per mosca blu e matita gialla di Ilya Kabakov, la concrezione modulare di Loris Cecchini e il ricamo pittorico di Shirazeh Houshiary, l'emblematico Uomo nudo di schiena di Michelangelo Pistoletto e il dialettico Multibed #1 di Vito Acconci, l'icona femminile della Jacqueline di Andy Warhol e l'autoderminazione femminista di VALIE EXPORT, il famoso Taglio sulla tela di Lucio Fontana e
un Feltro inciso e appeso di Robert Morris, la dicotomia plastica della pietra di Anish Kapoor e la sospensione spaziale della tavola di Marco Bagnoli.
 
Un originale programma di azioni e performance d'artista , che saranno riattivate e entreranno per l'occasione a far parte della raccolta museale, è previsto contestualmente all'esposizione di opere appartenenti alla collezione.
I primi "eventi" fissati per l'inaugurazione, venerdì 7 e sabato 8 aprile 2017 alle ore 18, saranno: in sala eventi la performance Senza titolo (1992) di Fabio Mauri; dentro e fuori il Centro Pecci l'azione OPLÁ (1969) di Paolo Scheggi; davanti al nuovo ingresso l'happening Casa ANAS gonfiabile degli UFO (1969/2000).
 
La collezione d'arte contemporanea del Centro Pecci comprende più di mille opere (circa 2300 elementi, considerando varie opere complesse) di oltre trecento artisti, in prevalenza sculture, installazioni e ambienti, dipinti e opere video, realizzati dagli anni Cinquanta del Novecento ad oggi e acquisite per lo più in seguito a mostre. Di particolare rilievo sono i lavori di esponenti dell'Arte Povera e del la Transavanguardia italiana e internazionale, così come di autori dell'ex URSS e della fotografia d'artista. Varie significativi esempi della recente produzione artistica italiana ed europea sono statia cquistati dagli Amici del Museo Pecci e dalla Fondazione Cassadi Risparmio di Prato, altri provengono dalla collezione privata della famiglia Beccaglia. La raccolta include anche un vasto nucleo di opere e progetti di Poesia Concreta, Poesia Visiva, ricerche sperimentali di musicisti eperformersdonati dal mercante pratese Carlo Palli. Altri nucleidella raccolta sono dedicati all'Architetturaradicale, al Cinemad'artista in Toscana dal1964 al 1980, al libro d'artista, mentre fondi specificidi opere sono stati donati dalla famiglia del poeta visivo Luciano Ori o provengono dall'archivio dell'artista fiorentino Mario Mariotti e dal deposito di opere di Leonardo Savioli e di sua moglie, l'artista FloraWiechmann, donate alla Regione Toscana. Nel 2015 la collezione si è arricchita di uncomodato di importanti opere pittoriche e fotografiche degli anniOttanta e Novanta provenienti dalla collezione dell'industriale di origini pratesi A lessandro Grassi e da un nucleo di opere interattive della collezione
di Stefano Coluccini.
Negli ultimi dieci anni si è provveduto a ordinare, conservare e valorizzare la raccolta presentandone diverse parti: in esposizioni tuttora in corso alla Villa Fabbricotti di Firenze - sede dell'agenzia Toscana Promozione, alla Biblioteca Lazzerini di Prato e al Palazzo Banci Buonamici - già sede della Provincia di Prato e al Palazzo della Carovana di Pisa - sede della Scuola Normale Superiore; in vari progetti di studio e promozione organizzati nel 2011-2014 nella sede emporanea del Museo Pecci Milano; in eventi come l'esposizione Contrappunti nella Villa Medicea di Poggio a Caiano per le celebrazioni Unesco del 2014 o come il Prologo, distribuito in sette sedi istituzionali della Toscana, per la mostra La fine del mondo con cui il Centro Pecci ha riaperto nell'autunno 2016 i propri
spazi espositivi ampliati e rinnovati.
La presenza continua e l'accrescimento progressivo della collezione hanno favorito la realizzazione del progetto di ampliamento ideato dall'architetto Maurice Nio, che oggi circoscrive l’edificio museale disegnato negli anni Ottanta da Italo Gamberini, sintetizzando la centralità della nuova Fondazione per le Arti contemporanee in Toscana in un contesto urbano e territoriale che, a sua volta, si espande e si trasforma (ora inglobato nell'area metropolitana diffusa tra Firenze, Prato e Pistoia). Con servizi al pubblico rinnovati e spazi espositivi integrati, nei quali alternare mostre d'arte e varie attività temporanee insieme a
presentazioni diversificate della raccolta, il Centro Pecci intende essere il fulcro culturale di una città e di una regione attive nel favorire gli sviluppi
artistici contemporanei e promuovere esperienze culturali innovative.